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Saperne di più sulle sostanze chimiche tossiche

Pesticidi, PCB, ftalati e ritardanti di fiamma: per saperne di più sulle sostanze chimiche di origine industriale più diffuse nell’ambiente, e per le quali il WWF chiede una più severa regolamentazione.

I più noti pesticidi organoclorurati sono il DDT, l’atrazina, il lindano, l’endosulfano, il metossicloro ed il clordecone. Queste sostanze si sono rivelate estremamente tossiche per l’uomo che ne viene a contatto sia nel momento della produzione, che in quello della utilizzazione sulle colture, che in quello del consumo dei prodotti agricoli. Inoltre tali sostanze rappresentano una grossa minaccia per l’avvelenamento di tutte le catene alimentari: dal mangime del bestiame, alle falde acquifere, attraverso la penetrazione nel terreno. I danni sull’uomo, così come su tutti i vertebrati, riguardano sia il sistema nervoso che il metabolismo ormonale; negli animali da laboratorio sono state osservate rilevanti conseguenze mutagene e cancerogene.

I PCB sono stati fabbricati da decenni fino al 1985, quando la loro commercializzazione ed il loro uso sono stati vietati. Si sono diffusi nel suolo, nei sedimenti e nell’ambiente acquatico. I PCB hanno due forme d’impiego: uso in ambiente chiuso (negli apparecchi elettrici, ad esempio) e uso non confinato (come diluenti di antiparassitari e ritardanti di fiamma, ad esempio). Sono classificati come sostanze probabilmente cancerogene per le persone ed hanno altri effetti nocivi, ad esempio sulla riproduzione.

I ritardanti di fiamma bromurati sono composti usati per evitare o ritardare l’estendersi di fiamme in caso di incendio. Questi composti sono comunemente utilizzati in molti settori industriali tra cui quello tessile, elettronico e per la produzione degli imballaggi di plastica.

Gli ftalati sono sostanze plastificanti che vengono aggiunte al PVC (polivinil-cloruro) per renderlo flessibile e duraturo. Sono cancerogeni per gli animali e possono causare: morte fatale, malformazioni, tossicità riproduttiva. Le caratteristiche di tossicità degli ftalati variano secondo il composto e comprendono la possibile cancerogenicità (DEHP, DINP), l’attività estrogenica (BBP, DBP), la riduzione della dimensione dei testicoli e della produzione spermatica (BBP), altri effetti sul sistema endocrino (DEHP, DBP, DDP) e tossicità a livello testicolare (DEHP, DINP, DBP, DDP).

Gli PFOS appartengono al gruppo dei POPs (sostanze organiche inquinanti persistenti) e sono contenuti in una serie di prodotti come shampoo, veleni per formiche, pellicole fotografiche, sostanze antincendio, sacchetti di popcorn a microonde, teflon, carta per dolciumi o salatini, sostanze impregnanti per tessuti, ecc. Comparate con il DDT e il PCB le sostanze PFOS sono più velenose per gli uccelli, si trovano in maggior concentrazione nell’ambiente, oltre ad essere più persistenti e più bioaccumulabili. Secondo il Ministero dell’ambiente degli USA dette sostanze influiscono negativamente sulla funzione procreativa e restano a lungo termine tossiche.

Fonte WWF progetto Detox

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