Dei sistemi di aerazione, a finestre chiuse
e senza I'intervento umano, garantiranno, senza sprechi energetici
e senza disagio per chi vive nello spazio abitativo, il giusto
ricambio d'aria negli ambienti. La 10/91, legge sul risparmio
energetico, prevede, nei calcoli per i consumi energetici di
un edificio, una ventilazione minima di 0,5 volumi/ora per assicurare
la vivibilità degli ambienti; pertanto, il ricambio controllato
dell'aria interna non va considerato uno spreco energetico,
ma un'esigenza igienica e vitale che deve essere soddisfatta.
La finestra non può e non dovrà più assicurare
nello stesso tempo due funzioni contrastanti: I'elevata impermeabilità
all'aria richiesta dalla Uni 10344 e una ventilazione minima
di 0,5 volumi/ora. Ad esempio, un ambiente di 16 m2,
volume 43 m3, richiede una ventilazione minima di
0,5 volumi/ora pari a 22 m3/h; un infisso di 2 m2,
in classe A3 secondo la Uni 7979, consentirà un ricambio
"teorico" di 8 m3/h sotto 100 Pa; I'infisso
non può più garantire la ventilazione minima richiesta
dalla legge e I'igiene e la salute degli abitanti restano affidate
alI'apertura casuale delle finestre. Nella realtà quotidiana
assisteremo a due comportamenti opposti, ma sempre negativi:
chi paga le spese di riscaldamento di tasca propria aprirà
poco le finestre per non disperdere il "prezioso"
calore e non avvertire il disagio causato dal maggiore
sbalzo termico; nel caso di edifici con impianti centralizzati
e di uffici, sarà pi facile vedere finestre spalancate
con l'impianto di riscaldamento in funzione