Yucha e Gilbert (2004) segnalano che pochissimi studi,
ripartiti con scelta casuale e ben controllati, hanno
mostrato che il biofeedback è superiore ad altri
metodi di auto-controllo e di rilassamento per la riduzione
dell'ansia.
La maggior parte mostra che il biofeedback (muscolare,
cutaneo, termico o neurofeedback) è quasi equivalente
al rilassamento progressivo o alla meditazione. Due studi
hanno mostrato l'efficacia dei biofeedback nella riduzione
dell'ansia senza fare confronti con altre tecniche di
rilassamento. Hurley e Meminger (1992) hanno usato il
biofeedback frontale muscolare con 40 soggetti addestrati
al test di verifica ed hanno valutato l'ansia nel tempo
tempo usando l'Inventario di Ansia (STAI). Wenck, Leu
e D'Amato (1996) hanno addestrato 150 studenti al biofeedback
termico e muscolare ed hanno trovato una riduzione significativa
dell'ansia di stato ed ansia di tratto **. Romney e Roome
(1985) hanno confrontato rilassamenti muscolari progressivi
con l’addestramento al biofeedback muscolare di 30 bambini
ed hanno trovato un vantaggio per il biofeedback; Scandrett,
Bean, Breeden, & Powell (1986) hanno trovato un certo
vantaggio di rilassamento muscolare progressivo con il
biofeedback EMG nella riduzione dell'ansia in pazienti
adulti psichiatrici ricoverati ed esterni. Vanathy, Sharma
e Kumar (1998), applicando il biofeedback EEG al disturbo
generalizzato di ansia, hanno confrontato i livelli aumetati
di onde alfa con i livelli aumentati di theta. Entrambe
le procedure erano efficaci nel far diminuire i sintomi.
Rice, Blanchard e Purcell (1994) hanno studiato la riduzione
dell'ansia generalizzata confrontando i gruppi che hanno
provato biofeedback frontale di EMG, neurofeedback sia
per l’aumento che per la diminuzione delle onde alfa,
uno stato di pseudo-meditazione ed una lista di attesa
di controllo. Tutti i gruppi di trattamento hanno avuti
diminuzioni paragonabili e significative nello STAI così
come dei cali nella lista di controllo psicosomatica dei
sintomi. Risultati simili sono stati ottenuti da Sarkar,
Rathee e Neera (1999) confrontando la risposta del disturbo
di ansia generalizzata alla farmacoterapia ed al biofeedback;
i due trattamenti hanno avuti effetti simili sulla riduzione
dei sintomi. Hawkins, Doell, Lindseth, Jeffers e Skaggs
(1980), concludono da uno studio con 40 schizophrenici
ospedalizzati che il biofeedback termico e le istruzioni
di rilassamento hanno avuto un effetto equivalente sulla
riduzione di ansia. Fehring (1983) ha scoperto che aggiungendo
il biofeedback GSR (Galvanic Skin Response) alla tecnica
di rilassamento tipo Benson riduceva i sintomi di ansia
più del rilassamento da solo."