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Ansia
Descrizione & Efficacia:  

Ognuno di noi è ansioso. Il trattamento è richiesto se la quantità di ansia è sproporzionata al problema o dura troppo a lungo. Molti metodi per aiutare le persone a ridurre e controllare la loro ansia si sono dimostrati essere efficaci. Le tecniche del comportamento includono l'addestramento al rilassamento, la ristrutturazione conoscitiva ed il biofeedback. Ogni forma di biofeedback che aiuta le persone a diventare coscienti delle loro risposte fisiologiche mentre diventano ansiosi e che le aiuta ad imparare rilassarsi è apparentemente altrettanto efficace quanto qualunque altra tecnica di comportamento. Questa terapia è valutata come efficace (ôn livellato una scala di 1 - 5 con 5 che sono il la cosa migliore).
Perchè il biofeedback aiuterebbe questo problema:  

 


Ci sono vari problemi sottostanti che causano livelli anormali di ansia. Il biofeedback aiuta ciascuno per motivi differenti.

a.) Problemi di respirazione che causano l'ansia: Metà o più delle persone che abitualmente respirano troppo velocemente con respiri poco profondi sono ansiosi a causa degli effetti della loro respirazione sulla chimica dei loro cervelli. La maggior parte di queste persone non sono informate che hanno modelli di respirazione errati. Questi modelli errati sono rilevati facilmente usando le valutazioni psicofisiologiche e sono corretti usando parecchi tipi di biofeedback realizzati per aiutare le persone a normalizzare i loro modelli di respirazione. Quando la respirazione è normalizzata, l'ansia va via.

b.) Quando una persona sperimenta forti livelli di ansia o l'ansia perdura molto più a lungo di quanto dovrebbe, le normali risposte del corpo ad una situazione di emergenza non si interrompono mai. Ciò può causare usura al corpo ed un cambiamento nei modelli di memoria. Le reazioni fisiologiche all’ansia sono valutate esattamente usando le tecniche di registrazione psicofisiologica in modo che sia il paziente che il terapeuta conoscono sempre quando una terapia sta aiutando ed in che misura. I trattamenti di Biofeedback mostrano al paziente i livelli anormali di risposta fisiologica. I pazienti usano questa comprensione per riconoscere quando stanno diventando ansiosi in modo anormale (così imparano ad identificare cosa realmente sta causando l'ansia) e per controllare la loro ansia.

Breve sommario dell’evidenza che sostiene l'efficacia del biofeedback per i livelli anormali di ansia:

Yucha e Gilbert (2004) segnalano che pochissimi studi, ripartiti con scelta casuale e ben controllati, hanno mostrato che il biofeedback è superiore ad altri metodi di auto-controllo e di rilassamento per la riduzione dell'ansia.

La maggior parte mostra che il biofeedback (muscolare, cutaneo, termico o neurofeedback) è quasi equivalente al rilassamento progressivo o alla meditazione. Due studi hanno mostrato l'efficacia dei biofeedback nella riduzione dell'ansia senza fare confronti con altre tecniche di rilassamento. Hurley e Meminger (1992) hanno usato il biofeedback frontale muscolare con 40 soggetti addestrati al test di verifica ed hanno valutato l'ansia nel tempo tempo usando l'Inventario di Ansia (STAI). Wenck, Leu e D'Amato (1996) hanno addestrato 150 studenti al biofeedback termico e muscolare ed hanno trovato una riduzione significativa dell'ansia di stato ed ansia di tratto **. Romney e Roome (1985) hanno confrontato rilassamenti muscolari progressivi con l’addestramento al biofeedback muscolare di 30 bambini ed hanno trovato un vantaggio per il biofeedback; Scandrett, Bean, Breeden, & Powell (1986) hanno trovato un certo vantaggio di rilassamento muscolare progressivo con il biofeedback EMG nella riduzione dell'ansia in pazienti adulti psichiatrici ricoverati ed esterni. Vanathy, Sharma e Kumar (1998), applicando il biofeedback EEG al disturbo generalizzato di ansia, hanno confrontato i livelli aumetati di onde alfa con i livelli aumentati di theta. Entrambe le procedure erano efficaci nel far diminuire i sintomi.

Rice, Blanchard e Purcell (1994) hanno studiato la riduzione dell'ansia generalizzata confrontando i gruppi che hanno provato biofeedback frontale di EMG, neurofeedback sia per l’aumento che per la diminuzione delle onde alfa, uno stato di pseudo-meditazione ed una lista di attesa di controllo. Tutti i gruppi di trattamento hanno avuti diminuzioni paragonabili e significative nello STAI così come dei cali nella lista di controllo psicosomatica dei sintomi. Risultati simili sono stati ottenuti da Sarkar, Rathee e Neera (1999) confrontando la risposta del disturbo di ansia generalizzata alla farmacoterapia ed al biofeedback; i due trattamenti hanno avuti effetti simili sulla riduzione dei sintomi. Hawkins, Doell, Lindseth, Jeffers e Skaggs (1980), concludono da uno studio con 40 schizophrenici ospedalizzati che il biofeedback termico e le istruzioni di rilassamento hanno avuto un effetto equivalente sulla riduzione di ansia. Fehring (1983) ha scoperto che aggiungendo il biofeedback GSR (Galvanic Skin Response) alla tecnica di rilassamento tipo Benson riduceva i sintomi di ansia più del rilassamento da solo."


** Le due scale sono l’Ansia di stato, ove l’ansia è concepita come esperienza particolare, un sentimento di insicurezza, di impotenza di fronte ad un danno percepito che può condurre o alla preoccupazione oppure alla fuga e all’evitamento; l’Ansia di tratto, che consiste nella tendenza a percepire situazioni stressanti come pericolose e minacciose e a rispondere alle varie situazioni con diversa intensità.

* Gran parte delle informazioni fornite qui proviene dal libro di Carolyn Yucha e di Christopher Gilbert, “Pratica basata sull’evidenza nel Biofeedback e Neurofeedback" 2004


Fonte: Applied Psychophysiology & Biofeedback

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