Numerosi studi dimostrano i livelli 4 e 5 di efficacia
del biofeedback per l’incontinenza urinaria nelle femmine.
È migliore di nessun trattamento (cioè,
controllo) (Burgio ed altri, 1998; Burns ed altri, 1993;
Dougherty ed altri, 2002; McDowell ed altri, 1999), migliore
o uguale ad altri trattamenti del comportamento (per esempio,
esercizi del pavimento pelvico) (Burns ed altri, 1993;
Glavind, Nohr, Walter, 1996; Sherman, Davis, Wong, 1997;
Sung, Hong, Choi Baik, Yoon, 2000; Weatherall, 1999; Wyman,
Fantl, McClish, Bump, 1998) ed è migliore del trattamento
con medicine (cioè, cloruro di oxybutynina) (Burgio
ed altri, 1998) sia in femmine giovani che anziane.
La combinazione di medicine e di terapia del comportamento
in un programma graduale può produrre altri benefici
aggiuntivi per coloro non soddisfatti con il risultato
di un singolo trattamento (Burgio, Locher, Goode, 2000).
Palsson ed altri (2004) hanno riesaminato la prova che
il biofeedback è efficace
per costipazione, incontinenza fecale, dolore anale ed
altri disordini funzionali ano-rettali. Hanno
trovato che la probabilità media di risultato fruttuoso
di trattamento per i pazienti curati con il biofeedback
era 67% per l’incontinenza funzionale fecale e 62% per
la costipazione.